L’associazione Vita Nuova a Santa Bertilla ha presentato il progetto “Un triangolo urbano di colori, suoni e luci”. E’ stato il primo ad essere presentato dai cittadini e dalle associazioni.

COSA PROPONIAMO

Nel “triangolo” (l’isolato tra via Legione Antonini, via Btg. Val Leogra, via Zanardelli) via proponiamo alcuni interventi “leggeri”, di arredo urbano e di carattere estetico, capaci di rendere più interessanti e più abitati tre luoghi del quartiere, oggi anonimi (di giorno) e bui (di notte). Si prevede fra l’altro la risistemazione del giardino Manfè, interventi di riqualificazione del parco delle case minime e la creazione di una passeggiata illuminata con lampioncini a led.

Obiettivi – Creare un effetto centro urbano, un “salotto” a cielo aperto tramite la trasformazione del Giardino Manfè in uno spazio sociale, artistico e da abitare anche nelle ore serali. – Cucire questo “angolo”, tramite una passeggiata illuminata, con gli altri due vertici del triangolo. – Alzare la percezione del valore del territorio abitato, l’orgoglio di abitarci, l’identità narrativa. Si incentivano la vita commerciale e culturale. Si sollecitano i proprietari ad interventi di riqualificazione delle loro proprietà.

Dove –  “Triangolo” tra “Giardino Manfè”, l’area a verde pubblico delle “casette minime” (situata tra via btg. Sette Comuni e via btg. Morbegno), e infine le case popolari lungo Via Btg. val Leogra.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Alcuni interventi estetici e di arredo urbano servono a collegare la parte più recente e “moderna” del quartiere al “triangolo” in cui il quartiere è nato, e che oggi è marginale. Rendono tutto il quartiere “più interessante da abitare”. Obiettivi: – creare un effetto centro urbano attorno al Giardino Manfè, trasformandolo in uno spazio da abitare, soprattutto nelle ore serali; – cucire i tre angoli del “triangolo” con un percorso artistico illuminato. Giardino Manfè Diventa un soggiorno all’aperto mediante un “social tappeto” in legno supportato di luci radenti. – si delimita il giardino dalla strada con fiori e verde lungo il perimetro; – si crea una piattaforma circolare in legno, per sedere o sdraiarsi in relax; – alcune “isole” per bere un aperitivo o lavorare al tablet; – un “gazebo” di 10-15 posti, per gruppi di musicisti o di artisti. Di notte sarà una “scultura di luce”; – Interventi infrastrutturali: installare una efficace Wi-Fi; eliminare la cartellonistica su via Zanardelli; spostare i cassonetti di raccolta dei rifiuti; infrastrutturazioni elettriche con pozzetto/quadro per prese temporanee; riparare e potenziare l’impianto di irrigazione esistente; risistemazione del porfido dove sconnesso; cartellonistica di divieto ingresso all’area con i cani e per la gestione della problematica. Si tenga presente che un piccolo intervento è già stato realizzato nel 2014 in concorso tra la nostra associazione e l’Amministrazione comunale, con la pulizia generale dei manufatti e l’apposizione di una targa sull’identità del luogo, dove sorgeva la prima “chiesuola” del quartiere, poi demolita. Area verde Parco delle casette minime Luogo buio e ambiguo: qui una infrastruttura per una “scultura di luce”*. Passeggiata artistica Lampioncini bassi a luce led colorata attraversano il viottolo centrale del Giardino Manfè e lungo il marciapiede arrivano fino all’angolo con Via Btg. Val Leogra. Poi da Via Legione Antonini al parco delle casette minime. È un percorso tra le opere artistiche: gazebo-scultura di luce di Parco Manfè, “street art” sulle grandi pareti di via Btg. Val Leogra*, scultura di luce nell’area di casette minime*. * A carico della nostra associazione (la prima opera di street art è già stata realizzata).

PERCHÉ QUESTO PROGETTO È IMPORTANTE PER LA CITTÀ?

Le caratteristiche attuali del luogo di progetto. Gli spazi interni al triangolo sono bui e ambigui, isolati dal resto del quartiere, tendenti al degrado. Il Giardino Manfè serve oggi prevalentemente allo sgambettamento dei cagnolini o alla sosta di anziani sulle panchine. Criticità e potenzialità del luogo Ha un potenziale interessante per un quartiere ad alta intensità abitativa (10.000 residenti). È anche l’area adatta, sulla scia del noto progetto di Renzo Piano, per la “ricucitura delle periferie”. Collegamento con altri progetti e/o attività presenti sul territorio “Terre di mezzo”, “Jeos” (per la street art), la Parrocchia, Orchestra Giovanile Vicentina, gli operatori commerciali e la loro rappresentanza di quartiere. Ricadute sociali sul territorio. Si “alza” la percezione del valore del territorio abitato, l’orgoglio di abitarci, l’identità narrativa. Si incentivano la vita commerciale e culturale. Si sollecitano i proprietari ad interventi di riqualificazione delle loro proprietà.

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