LA CARTA

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per una Vita Nuova a Santa Bertilla

Premesso che i Promotori hanno iniziato con l’attività “Bertilla 50(video) una riflessione sul futuro del quartiere, propongono la seguente Carta a tutta la cittadinanza.

1)      Noi, abitanti del quartiere di Santa Maria Bertilla, cittadini di Vicenza, città d’Italia e d’Europa siamo consapevoli:

a)      che è un diritto dei cittadini, responsabili, attivi e informati, animati da spirito pubblico e sete di democrazia, partecipare alla gestione degli affari pubblici della città in cui abitiamo.

b)      che è proprio a tale livello che questo diritto trova la sua dimensione più completa, più diretta e più efficace.

2)      Accogliamo i principi della “Carta di Lipsia” (2007) sulle Città Europee Sostenibili e della Carta urbana europea II – “Manifesto per una nuova urbanità” (Risoluzione 269/2008) ed in particolare i seguenti punti:

a)      Le città europee appartengono ai cittadini che vi abitano, sono un bene economico, sociale e culturale che deve essere trasmesso in eredità alle generazioni future.

b)      Le città europee, vista l’importanza delle sfide globali che devono affrontare, sono il luogo in cui è auspicabile raggiungere un compromesso storico tra l’aspetto economico, sociale e ambientale.

c)      Le città europee hanno la responsabilità di costruire un modello di governance urbana che prenda in considerazione le nuove esigenze della democrazia, in particolare nella sua dimensione partecipativa. Rappresentano un potenziale per la necessaria rivitalizzazione democratica delle nostre società.

d)     Le città europee sono un terreno favorevole per la diversità creativa, racchiudono potenti forze innovative. Sono il luogo ideale per promuovere la realizzazione delle aspirazioni personali e l’accesso alle conoscenze e al sapere. Hanno la capacità di integrare e di arricchire reciprocamente le molteplici identità e culture che racchiudono.

 3)      Condividiamo:

a)      le crescenti preoccupazioni dei nostri concittadini di fronte alle manifestazioni sempre più marcate e percepibili della crisi ecologica globale che stiamo attraversando.

b)      pensiamo che questa crisi ecologica globale rivesta una dimensione specifica nello spazio urbano e che richieda di essere analizzata e trattata in modo specifico nel quadro di un’ecologia urbana.

4)      Pensiamo che la città, ed in particolare la città storica:

a)      è una delle più belle e complesse invenzioni dell’uomo, antica come la sua civiltà. E’ una stupenda emozione dell’uomo.

b)      è crocevia di civiltà, è per eccellenza il luogo in cui si esprimono i saperi e le culture.

c)      è  spazio di incontri e di contatti, è reale -non virtuale- è un luogo pubblico pieno di umanità, luogo di contaminazione e di sorpresa.

d)     la città continuerà ad esistere è un continuo divenire perché ha una vita propria e cambierà anche se noi non vogliamo.

e)      noi possiamo orientarne il cambiamento nella direzione dei nostri desideri.

5)      La città di Vicenza che desideriamo:

a)      è una città pensata per i propri abitanti, considerati veri cittadini della città.

b)      è una città sostenibile, rispettosa dell’ambiente locale e mondiale.

c)      è una città solidale, impegnata a sviluppare la massima solidarietà all’interno del proprio territorio e tra i territori che la compongono.

d)     è una città di saperi e di culture, che ha bisogno dell’esperienza del proprio passato e del proprio presente, permeato di diversità, per proiettarsi nel futuro.

e)      è una città plasmata sulla convivialità che rafforza la ricerca del bene comune e la capacità di ciascuno di modellare il proprio avvenire generando efficienza senza degradare l’ambiente.

f)       è una città meticcia, crogiolo di tanti modi di essere che in essa si incontrano, si scontrano, si fecondano, si arricchiscono.

g)      è una città in grado di controllare la propria crescita fermando il consumo di suolo, perché solo limitando la crescita è possibile riversare risorse, qualità e bellezza all’interno del costruito, ricucire, rimarginare le sue ferite e ri-generare la città.

h)     è una città più densa e compatta, più facile, più accessibile, più viva per tutti gli abitanti, indipendentemente dalle loro condizioni sociali, dalla loro età o dalle condizioni di salute che richiede risorse minime per il suo funzionamento.

i)        è una città bella costruita dal tempo. Organica come un organismo vivente, cresce adattandosi, stratificandosi, memorizzando se stessa.

j)        è una città in cui ogni edificio racconta una storia diversa e la città diventa allora lo specchio di mille storie vissute.

k)      è una città di piazze piene di luce, di bagliori, di energia, di vita, di colori, di suoni.

l)        è una città in cui non esiste più differenza qualitativa fra centro storico e quartieri di periferia.

m)   è una città con una mobilità nuova, in cui le persone si spostano in modo razionale, sicuro, efficiente ed ecologico, camminando oppure in bicicletta, con il trasporto pubblico locale bene integrato con la reta ferroviaria e usano la propria auto solo occasionalmente.

n)     è una città di cui essere orgogliosi, della sua cultura e della sua architettura.

E’ città emblema dell’art. 9 della Costituzione Italiana: “La Repubblica (..) tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione

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