Quando nei prati cantavano le rane, il quartiere delle Cattane era un luogo di frontiera. “Arrivai in quel rione sociologicamente modesto, urbanisticamente arretrato, civilmente abbandonato. La povertà e la miseria – scriveva don Angelo Pasqualetto – facevano da sfondo.”

Erano gli anni compresi fra il 1950 e il 1960. Nell’area verde compresa fra via Zanardelli e via Legione Antonini era stata costruita una piccola cappella, intitolata a Santa Maria Immacolata e a San Pio X.

“La zona non aveva un buon nome – raccontava Franco Pepe nel 1966 – si diceva che segregassero in quelle casupole assurde la gente indesiderata. Era solo povera gente. Poi, poco a poco, tutto cambiò.”

Nel frattempo molte cose sono accadute, nel 1964 è stata inaugurata la nuova chiesa e quella vecchia, nel campo di Gallo, è stata abbattuta. Il quartiere è cresciuto, è diventato quello che oggi tutti conosciamo, ma serve nuovamente lo spirito di iniziativa e di crescita che, negli anni ’60, ha fatto la differenza.

Per questo motivo è nata una associazione “Vita nuova a Santa Bertilla” che si riconosce in un manifesto di azioni concrete per migliorare lo spazio urbano e la vita del quartiere e la sua prima uscita pubblica è stata quella dello scorso 31 ottobre.

Alla presenza del Vescovo e con gli assessori Cristina Balbi e Isabella Sala e con l’aiuto del consigliere Raffaele Colombara, è stato inaugurato il nuovo spazio del giardino Manfè. Una cerimonia semplice, con una passeggiata dopo la messa e la benedizione del totem illustrativo che ricorda la presenza della chiesetta originaria e accompagnata da una scoperta interessante. L’antico nome di Campo di Gallo deriva dal fatto che in questo luogo si teneva la Fiera di San Gallo, nel giorno della sua ricorrenza, il 16 ottobre. Dal XVI secolo, sul prato della fiera, sorgeva una colonna con la croce alla sommità e attorniata dalla Vergine e altri santi. Ora la colonna di San Gallo si trova a destra della facciata della Basilica dei santi Felice e Fortunato.

La serata dell’inaugurazione, allietata dal violino di Eugenio Radin, ha visto la partecipazione di molti cittadini che hanno potuto apprezzare il lavoro svolto dai volontari dell’associazione: area verde ripulita e illuminata con luci colorate per dare l’idea di come potrebbe diventare, sistemate le fioriere, sostituite le panchine con l’aiuto dell’amministrazione comunale. Ciò che più conta, però, è il metodo: non lamentarsi per quello che nessuno riesce a fare, ma iniziare a progettare, pensare e realizzare, chiedendosi se, tutti insieme, davvero non sia possibile realizzare qualche sogno. (Tiziano Bullato)

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Illuminazione provvisoria del giardino con led rgb

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