Nuovi murales in via Val Leogra e al Mercato Nuovo: così gli spazi sono sottratti agli imbrattatori. Ma non tutti apprezzano la novità

All’angolo tra il parcheggio del mercato ortofrutticolo e via Farini c’è una prospettiva permette di vedere come in pochi altri angoli di Vicenza le due facce di una stessa medaglia. A sinistra dello spigolo, i nuovi colorati murales opera di “street artist” venuti da Berlino e sponsorizzati dal Comune. A destra la spianata dei graffiti sbombolettati da anonimi imbrattatori. Di qui ci sta l’arte. Dietro l’angolo si sconfina nel codice penale. Non per tutti la differenza è così marcata, altri sono entusiasti.Fra di loro Marina, che lavora nel negozio di articoli per orto e giardino proprio di fronte alla parete del Mercato Nuovo concessa dal Comune al collettivo di writer “Super bad boys” invitati da comitato “Vita nuova aSanta Bertilla” e associazione Jeos. «Prima il muro era ricoperto di orribili scritte» ricorda. Ora quelle opere rappresentano un’isola nel degrado. La negoziante ammette comunque che tra i suoi clienti i pareri sono discordanti. Del resto la street art è per sua natura al confine tra bellezza e provocazione.È questo uno degli esempi del nuovo corso che il comitato di quartiere vorrebbe dare alla zona. Un altro si vede sul muro di una palazzina dalla rotonda tra via Battaglione Val Leogra e via Pecori Giraldi. Lì i residenti hanno addirittura accolto a casa un’opera da 100 metri quadrati di un artista italiano noto come Hitness, pseudonimo con cui ha già firmato pareti in Europa, America e Asia.L’opera dal titolo “Qui cantavano le rane” vuole ricordare l’epoca in cui il quartiere era attraversato da fossi in cui prosperavano gracidanti anfibi. «Il comitato aveva fatto la stessa proposta a diversi privati, ma siamo stati gli unici a dire di sì» spiega un residente. «Ci è piaciuta subito. Rende questo scorcio più interessante oltre a dare valore estetico alla casa».Il murale che rappresenta una rana che, quasi disturbata dal progresso, si tuffa in acqua dove si trovano già tutte le altre sue compagne ha già attirato elogi e critiche. Di certo quel muro che prima era soltanto un grigio buongiorno per tanti residenti e pendolari, ora non passerà più inosservato. E secondo i promotori dell’iniziativa questo dovrebbe essere solo l’inizio. Tutta la zona dovrebbe infatti venire colonizzata dall’arte di strada. Secondo qualcuno i nuovi murales incoraggerebbero i vandali armati di bomboletta a dare ancor più libero sfogo alla loro creatività. Secondo altri invece tolgono spazio ai writer di quartiere e potrebbero addirittura spingerli a migliorare la qualità dei loro lavori.La medaglia continua ad avere due facce, ma chi si impegna per dare non solo “nuova vita” ma anche una nuova “vista” a Santa Bertilla è sicuro che presto altri spazi pubblici e privati saranno tolti al grigiore e al degrado. Un secolo e mezzo fa qualcuno scrisse che la bellezza salverà il mondo. Di certo mettersi d’accordo su cos’è bello è impresa impossibile.

Elia Cucovaz – Il Giornale di Vicenza – 17 giugno 2016